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Terapia Famigliare,

Individuale e di Coppia

 

L’orientamento Sistemico – Relazionale è un modello di intervento psicoterapeutico che cerca di spiegare il comportamento dell’individuo focalizzando l’attenzione sull’ambiente in cui esso vive, sul sistema, sulla rete di relazioni significative di cui fa parte e in tal senso considera la famiglia come sistema transazionale primario soggetto a cambiamenti.

Venne utilizzato in modo particolare nei servizi di salute pubblica, nel campo della patologia psichiatrica degli adulti, nel trattamento dei disturbi alimentari, nel campo delle tossicodipendenze e negli ultimi anni anche nelle difficoltà scolastiche e nelle problematiche che riguardano le separazioni-divorzi e la conflittualità che ne consegue.

L’intervento terapeutico si basa sull’osservazione delle modalità di relazione tra il paziente e la sua famiglia e mira a modificare, attraverso un processo di co – costruzione tra terapeuta ed individuo/famiglia, i modelli disfunzionali presenti nel contesto entro il quale il disagio del paziente è emerso, stimolando le risorse familiari e rafforzando sia il funzionamento individuale sia quello familiare.

Il malessere presentato dalla persona viene letto non tanto come problema dell’individuo, ma come espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza.

Viene solitamente privilegiata l’ottica familiare, ma le dinamiche disfunzionali possono collocarsi anche nel sistema coppia, nell’ambiente lavorativo, nel gruppo amicale, etc.

Gli strumenti utilizzati sono l’analisi della posizione della famiglia rispetto al proprio Ciclo Vitale, ovvero l’individuazione dei cambiamenti nodali che i membri hanno affrontato o stanno affrontando lungo la storia familiare (formazione della coppia; nascita dei figli; crescita dei figli fino alla svincolo; nido vuoto e ri-investimento nella vita di coppia; invecchiamento e separazione della coppia genitoriale per la morte del coniuge). Vengono analizzate inoltre le modalità comunicative fra i membri, l’acquisizione e la definizione dei vari ruoli all’interno del nucleo, la delimitazione dei confini tra le generazioni e l’analisi del significato che il sintomo porta nel sistema famiglia.

 

A cosa serve allora la psicoterapia familiare?

E’ un utile strumento in tutti quei casi in cui c’è un “sintomo” importante (dal sintomo psichico a quello più prettamente “medico”) all’interno della famiglia, di difficile gestione oppure un evento di vita traumatico o stressante (come un lutto, una separazione-divorzio o una malattia) o più “semplicemente” una fase di vita in cui si è posti di fronte a richieste e/o scelte di difficile comprensione e decisioni (matrimoni, nascite, uscite precoci da casa), in cui anche la comunicazione tra i membri della famiglia è conflittuale o assente. La funzione del terapeuta, dunque, è quella di sostenere tutti i membri della famiglia in un percorso di comunicazione, di elaborazione e di accettazione dell’altro, permettendo un passaggio evolutivo dato magari per scontato, ma che in realtà non è mai stato affrontato e che genera situazioni di disagio emotivo e/o conflittualità.

 

A chi si rivolge?

L’approccio sistemico-relazionale può rivelarsi utile per le persone che ritengono avere delle difficoltà in specifici rapporti (di coppia, genitoriale, lavorativo, etc).
In particolare può rivelarsi utile al presentarsi di problematiche evolutive da parte di bambini e/o di adolescenti.

Questo tipo di terapia è inoltre finalizzato a leggere alcuni eventi e situazioni in modo maggiormente tollerabile da un punto di vista emotivo e trovare un significato possibile a difficoltà personali e/o familiari.

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